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Diritto commerciale

Incominciamo a parlare di diritto commerciale, nato nel 1553 con il trattato “De marcatura seu marcatore tractatus” di Benvenuto Stracca. Ebbe la bellissima intuizione di considerarlo un complesso di norme distinto dal diritto civile da quello canonico. Esempio: il calzolaio fa le scarpe con le sue mani e con la sua abilità. E’ da considerarsi artigiano, perché realizza il prodotto con le sue mani e con la sua abilità personale. Se nel caso che il calzolaio assuma altre persone alle sue dipendenze dando il salario, acquista macchinari e capitali da terzi; questo diventa imprenditore e da il salario ai suoi dipendenti.

Attraverso l’impiego di altre persone alle sue dipendenze, e di ingenti capitali, di macchinari, egli mette su una vera e propria organizzazione. Nell’evoluzione dell’attività commerciale, che si era sviluppata e continua ad evolversi sempre più fino a diventare sovrannazionale , aveva creato la necessità di formare una regolamentazione. Si parte dalle prime regole di tipo consuetudinario, vennero su questa base istituite: il registro dei commercianti e le varie specie di società, la cambiale, gli affari di banca, le assicurazioni, il cambio marittimo, l’avaria, il fallimento.

Il diritto commerciante presenta una vera e propria sistemazione organica delle norme che riguardano il commercio. E risponde a tutte le esigenze della società odierna che apre nuovi ambiti di studio quali regolamentazione dei mercati e della concorrenza, politiche anti trust, settori che non possono incasellati nella categoria del diritto privato.

A cura di Don Mario

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